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La scoliosi

LA SCOLIOSI

La scoliosi si presenta come una deviazione laterale, permanente, della colonna vertebrale, associata alla rotazione dei corpi vertebrali. Questa retrazione si accompagna a una deformazione dei dischi invertebrati e a una retrazione muscolo legamentosa. Anche sul piano sagittale possono verificarsi alterazioni delle normali curve fisiologiche.

La scoliosi idiopatica è la forma di gran lunga più frequente. È raro riscontrare gli altri tipi di scoliosi(congenite, o associate ad altre patologie).  La scoliosi idiopatica colpisce circa il 3% della popolazione(con una predilezione per il sesso femminile), soprattutto nel periodo infantile-adolescenziale, nella maggior parte dei casi essa insorge all’inizio dello sviluppo puberale e tende ad evolvere fino alla maturazione ossea e cioè quando cessa l’attività delle cartilagini di accrescimento dei corpi vertebrali. I pazienti che hanno raggiunto la maturità scheletrica hanno meno probabilità di andare incontro ad un peggioramento.



DIAGNOSI

I segni clinici principali a cui prestare attenzione sono:

-          Il gibbo: ossia la marcata sporgenza di una o più vertebre. Il medico osserva il paziente in flessione anteriore del tronco, osservando l’eventuale presenza di asimmetrie toraciche o lombari, scegliendo quindi il punto apicale del gibbo e avvalendosi di un asta rigida posta perpendicolarmente alla colonna vertebrale, si misura il dislivello tra questi e l’emitorace controlaterale;

-          Triangolo della taglia: osservando il paziente in posizione eretta, i triangoli destro e sinistro descritti dal profilo esterno del corpo con i profili interni degli arti superiori devono apparire simmetrici;

-          Filo a piombo: osservando il paziente in posizione eretta posteriormente e facendo cadere il filo a piombo partendo dall’apofisi del processo spinoso della vertebra C-7 esso dovrebbe cadere tra le pliche dei glutei;

-          Allineamento delle scapole: le scapole devono apparire allineate sul piano orizzontale.

L’esame radiografico è l’esame diagnostico per eccellenza perché permette di valutare l’entità delle curve sia in senso antero-posteriore che latero-laterale. Inoltre attraverso l’angolo Cobb è possibile misurare i gradi delle curve. Dall’esame radiografico è inoltre possibile valutare l’accrescimento osseo del giovane paziente osservando l’indice di Risser.



TRATTAMENTO TERAPEUTICO DELLA SCOLIOSI

Il trattamento presuppone la conoscenza della capacità evolutiva della scoliosi, in quanto va effettuato nei casi in cui essa è potenzialmente evolutiva. La valutazione della possibile evoluzione, tiene conto di:

-          Età del paziente;

-          Indice di Risser;

-          Tipo di scoliosi;

-          Posizione delle curve (scoliosi combinate dorsali e lombari, scoliosi dorsali, scoliosi cervico- dorsali);

-          Gravità dell’angolo di Cobb(gravi se comprese tra i 20°-40°).

Per quanto riguarda il sesso femminile, l’ortopedico terrà in considerazione se la giovane paziente abbia o no avuto il menarca, perché la scoliosi si inasprisce a cavallo di questo momento.



I CORSETTI

Per quanto riguarda il corsetto da utilizzare, ha importanza determinante la sede della curva scoliotica, se essa è toracica alta non potremmo comunque fare a meno di confezionare un corsetto di tipo Milwaukee per via delle caratteristiche uniche di auto-allungamento di quest’ultimo.

Differentemente se la curva è di tipo lombare o al massimo toracolombare, potremmo indirizzarci su corsetti di tipo leggero e ben tollerati dai giovani pazienti per un tempo limitato giornaliero.

Di solito in questi casi gli ortopedici puntano su un utilizzo notturno dell’ortesi, nei casi che destano un po’ più di preoccupazione si farà utilizzare il corsetto qualche ora in più, generalmente pomeriggio e sera escludendo l’utilizzo durante le ore scolastiche.

In questa fase di crescita i bambini non hanno le esigenze degli adolescenti, cioè uscire qualche ora la sera e altre esigenze tipiche, quindi l’utilizzo del corsetto molto probabilmente seguirà le indicazioni disposte dal ortopedico.

Nei casi più gravi di scoliosi >40°, si prevede un trattamento con corsetti gessati (E.D.F.), nei quali il paziente non potrà togliere il corsetto durante tutto il periodo del trattamento, al termine di questo trattamento che avrà quasi certamente prodotti i risultati auspicati, si passa subito al corsetto ortopedico, la cui scelta è a discrezione del medico specialista. I corsetti maggiormente utilizzati in questi casi sono: il LIONESE e lo CHENEAU per le scoliosi lombari e dorso-lombari, e il MILWAUKEE soprattutto per le scoliosi toraciche alte date le sue ottime caratteristiche di elongazione della colonna. (Clicca qui per vedere i vari tipi di corsetto).

Nella nostra azienda ci avvaliamo delle più avanzate tecnologie per la produzione dei corsetti. Utilizziamo uno scanner che ci permette di effettuare una scansione del paziente attraverso la quale otteniamo la forma del busto del paziente e vengono automaticamente rilevate tutte le misure che saranno poi necessarie per la lavorazione del corsetto al computer. Oggi grazie a questa tecnologia riusciamo a confezionare corsetti ortopedici in appena 5 ore lavorative, creando così situazioni favorevoli per i pazienti che ad esempio sono reduci da un trattamento con E.D.F. e hanno necessità di indossare il corsetto ortopedico quasi istantaneamente dopo la rimozione del gesso e soprattutto per quei pazienti che per raggiungere la nostra azienda sono costretti a fare decine di chilometri, con un indiscutibile vantaggio sia da un punto di vista logistico che economico. Non meno importanti i vantaggi per i nostri giovani pazienti, non costretti più a sottoporsi alla tortura dei calchi gessati con disagi che quest’ultimo comporta: sporcarsi di gesso, doversi lavare, restare in trazione per diversi minuti, attendere con ansia la rimozione, dopo averlo tagliato con la sega oscillante, oggi è sufficiente prendere delle misure antropometriche dettagliate, e lasciarsi sottoporre ad una scansione che verrà effettuata in circa mezzo minuto.